Il Boeing P-26 è un aereo da caccia sviluppato negli USA agli inizi degli anni trenta.
Fu il primo intercettore statunitense con struttura monoplana e di costruzione interamente metallica ; all'entrata in servizio, avvenuta nei primi mesi del 1934, si guadagnò il soprannome (non assegnato ufficialmente) di Peashooter (letteralmente Sparapiselli, cerbottana, in lingua inglese).
Storia del modello
La Boeing propose il proprio Model 248 all'USAAC per un nuovo aereo da caccia nel corso del 1931. Il progetto trovò l'approvazione dell'Aviazione e già alla fine del medesimo anno venne sottoscritto il contratto per la costruzione di tre prototipi.
Il primo di questi si alzò in volo il 20 marzo del 1932 e l'USAAC lo testò, per capire se potesse validamente ricoprire il ruolo di caccia intercettore di nuova generazione, presso la base di Wright Field, sita nella Contea di Greene (Ohio).
Lo svolgimento delle prove statiche e dei test di volo coprì l'intero arco del 1932: i buoni risultati ottenuti condussero l'USAAC e la Boeing alla sottoscrizione di un contratto per una versione migliorata (sulla scorta delle risultanze dei collaudi svolti), definita Model 266 dalla casa costruttrice che avrebbe assunto la designazione di P-26A secondo lo standard dell'epoca.
Versioni
Model 248: tre prototipi (indicati rispettivamente con le sigle XP-26, Y1P-26 e P-26) impiegati per le prove di valutazione, dotati di motori Pratt & Whitney R-1340-21;
Model 266:
P-26A: principale versione di serie, prodotta in 111 esemplari; alcuni di questi, una volta dismessi dall'USAAC vennero venduti al Guatemala;
P-26B: due esemplari dotati di motore R-1340-33 a iniezione;
P-26C: serie di 23 velivoli inizialmente dotati del motore R-1340-33 nella versione a carburatore, ma successivamente ricondotti allo standard P-26B; la fornitura al Guatemala comprese anche alcuni velivoli di questa serie;